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14/04/2004
----Confedilizia: le prostitute sviliscono i condomini
Disegno di legge governativo per la regolamentazione della prostituzione
La proprietà edilizia teme fortemente che l’attività di repressione della prostituzione in strada porti a far sì che il fenomeno si riversi massicciamente nelle case private, con grave danno del relativo decoro e della moralità degli abitanti, causando altresì la caduta dei valori immobiliari.
È questa la posizione espressa dalla Confedilizia in sede di audizione alla Commissione giustizia della Camera, che ha avviato l’esame del disegno di legge governativo per la regolamentazione della prostituzione.
Oltretutto – hanno aggiunto i rappresentanti dell’organizzazione della proprietà edilizia – non è escluso che la malavita insedi l’attività in questione in alcune unità immobiliari degli edifici che intende acquisire, così causando volutamente la caduta dei valori e potendo poi, di conseguenza, accedere all’acquisto degli immobili stessi a prezzo pressoché vile.
La proprietà edilizia – dice un comunicato dell’organizzazione – è favorevole a che i lavori parlamentari si indirizzino - nell’esame del disegno di legge governativo n. 3826 - verso la previsione che la prostituzione possa essere esercitata esclusivamente in appositi eros center, collocati al di fuori delle cinte urbane, possibilmente in villette mono o bifamiliari (e, solo subordinatamente, in quartieri di estrema periferia delle città). Lo svolgimento dell’attività di prostituzione nelle forme anzidette consentirebbe anche un maggior controllo dell’attività da parte delle forze di Polizia oltre che l’installazione di presidi medici e farmaceutici.
Per indirizzare l’attività parlamentare nel senso anzidetto, la Confedilizia ha rassegnato alla Commissione giustizia una serie di articolate proposte tecniche concernenti l’utilizzazione delle unità immobiliari situate nei condominii o, comunque, in edifici in comunione.
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