|
|
25/03/2004
----Condominio : Fuori norma 12 milioni di case
IMPIANTI ELETTRICI Il 44 per cento delle abitazioni italiane non ha ancora la dichiarazione di conformità
I rischi? Incendi da corto
circuito e fulminazione
Dodici milioni di abitazioni italiane, pari a oltre il 64 per cento del totale, non rispettano la legislazione sulla sicurezza elettrica. E’ questo il dato principale che emerge dalla ricerca condotta nel 2003 da Demoskopea su un campione rappresentativo delle abitazioni costruite prima del 1990 (pari a oltre 19 milioni e 650 mila). Il 1990 è l’anno di entrata in vigore della legge 46/90, fondamentale per la realizzazione a regola d’arte degli impianti, fra cui quelli elettrici. Dopo tale anno, si presume che tutti gli impianti siano stati eseguiti a norma.
La ricerca Demoskopea è stata presentata recentemente nel corso del convegno “La sicurezza degli impianti elettrici: situazione e prospettive”, organizzato da Prosiel, associazione per la promozione della sicurezza elettrica, nata proprio per promuovere in senso ampio la cultura dell’uso sicuro dell’elettricità, per valorizzare e coordinare le competenze e le esperienze di enti, associazioni e aziende del comparto e per informare e sensibilizzare l’utente finale.
Nel corso del convegno è stato ribadito l’allarme destato dall’attuale situazione degli impianti elettrici italiani e sottolineata la necessità di agire al più presto, in tutte le sedi competenti e con il contributo di tutti gli attori, per portare le abitazioni ai livelli di sicurezza previsti dalla normativa.
I dati che emergono dalla ricerca Demoskopea, infatti, portano alla luce una situazione preoccupante. Gli intervistatori, che si sono recati nelle abitazioni oggetto dell’indagine, si sono soffermati in particolare su tre aspetti: rischio di incendio in caso di corto circuito; rischio di fulminazione per la presenza di apparecchiature inadeguate o danneggiate; rischio di fulminazione per la mancanza di un interruttore differenziale adeguato.
Secondo l’indagine, il rischio di incendio interessa il 13 per cento delle abitazioni, il rischio di fulminazione per la presenza di apparecchiature inadeguate o danneggiate riguarda il 52 per cento degli impianti, mentre il rischio di fulminazione per la mancanza di un interruttore differenziale, il 18 per cento.
Inoltre, dall’indagine emergono ulteriori dati sui quali riflettere: il 73 per cento delle abitazioni che non hanno subito interventi sull’impianto elettrico negli ultimi dieci anni, presenta situazioni di rischio; ma anche il 30 per cento di quelle che hanno avuto revisioni (pari al 52 per cento del totale delle abitazioni) ha tuttora problemi di sicurezza elettrica.
Su tutt’altro fronte, altrettanto significativo è il fatto che il 44 per cento delle abitazioni non ha la dichiarazione di conformità.
Da evidenziare poi un dato paradossale, che fa capire come manchi in Italia la cultura della sicurezza elettrica: nonostante il 64 per cento degli intervistati viva in presenza di rischi per la sicurezza, l’81 per cento dei medesimi intervistati dichiara che il proprio impianto è sicuro. La ricerca cita anche uno studio Ispesl secondo il quale nel 2000 ben 43.800 infortuni domestici sono stati originati da problemi all’impianto elettrico.
“E’ essenziale e urgente attivare un efficace sistema di verifiche sugli impianti elettrici delle abitazioni italiane, tramite operatori qualificati - ha affermato il presidente di Prosiel Domenico Bosatelli - come dimostra la ricerca Demoskopea, il ritardo del nostro paese è allarmante, soprattutto per i costi sociali che esso comporta. Non è più tollerabile mettere a repentaglio la salute e in alcuni casi la vita di milioni di persone che convivono tutti i giorni con il rischio, a loro stessi ignoto, causato da impianti obsoleti e fuori norma”.
|
|