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03/03/2004 ----Nel settore costruzioni arrivano gli "eurocodici"
La Commissione europea promuove norme di nuova generazione: strumento per la progettazione delle opere edili e per il controllo della stabilità..

La Commissione europea promuove norme di nuova generazione: strumento per la progettazione delle opere edili e per il controllo della stabilità
Nel settore costruzioni arrivano gli "eurocodici"
È recente la nuova presa di posizione della Commissione Europea a sostegno del programma di conversione degli Eurocodici da norme sperimentali (Env) a norme europee definitive (En). Il 19 dicembre 2003, infatti, sulla Gazzetta europea L 332 è stata pubblicata una raccomandazione della Commissione stessa relativa all'applicazione e all'uso degli Eurocodici per lavori di costruzione e prodotti strutturali da costruzione. Dopo aver evidenziato come le disparità tra i metodi di calcolo usati dalla normativa nazionale in materia di edilizia, e quindi l’assenza di un sistema armonizzato di regole generali, ostacolino la libera circolazione dei servizi d'ingegneria e di architettura all'interno dell’Ue, la Commissione auspica da parte degli Stati membri l’approvazione degli Eurocodici, in quanto strumento adeguato per la progettazione delle opere edili, per il controllo della resistenza meccanica delle componenti o della stabilità delle strutture. Li invita, inoltre, a riconoscere che, nel caso di opere edili progettate con i metodi di calcolo descritti negli Eurocodici, esista una presunzione di conformità con il requisito essenziale numero 1 “Resistenza meccanica e stabilità” e numero 2 “Sicurezza in caso di incendio” della direttiva 89/106 sui prodotti da costruzione. Gli Stati membri sono altresì invitati ad avviare ricerche per agevolare, anche attraverso appositi finanziamenti nazionali, l'integrazione negli Eurocodici dei più recenti sviluppi scientifici e tecnologici, promuovendo l'apprendimento dell'uso degli Eurocodici nelle scuole di ingegneria e nei corsi di formazione professionale permanente destinati agli ingegneri e ai tecnici, garantendo così un livello sempre maggiore di sicurezza delle costruzioni e degli impianti civili, soprattutto nel campo della resistenza delle strutture ai sismi e agli incendi. In ambito Cen, dopo la pubblicazione dei primi cinque Eurocodici versione En avvenute nello scorso biennio (En 1990, Criteri generali di progettazione strutturale; En 1991 Eurocodice 1 parte 1-1 Pesi per unità di volume, pesi propri e sovraccarichi per gli edifici, parte 1-2 Azioni sulle strutture esposte al fuoco, parte 1-3 Carichi da neve, e parte 2 Carichi da traffico sui ponti), sono attualmente sottoposti alla procedura di voto formale (scadenza 31 gennaio 2004) ben 11 final draft sui seguenti argomenti: * progettazione delle strutture di calcestruzzo (Eurocodice 2 prEn 1992 parte 1-1), di acciaio (Eurocodice 3 prEn 1993 parti 1-1, 1-8, 1-9 e 1-10) e di legno (Eurocodice 5 prEn 1995-1-1) di edifici; * progettazione della resistenza all’incendio delle strutture di calcestruzzo (Eurocodice 2 prEn 1992 parte 1-2), di acciaio (Eurocodice 3 prEn 1993 parte 1-2) e di legno (Eurocodice 5 prEn 1995 parte 1-2); * indicazioni progettuali per la resistenza sismica delle strutture, in particolare azioni sismiche e requisiti generali per le strutture di edifici (Eurocodice 8 prEn 1998 parte 1) e fondazioni, strutture di contenimento ed aspetti geotecnici (Eurocodice 8 prEn 1998 parte 5). Per quanto concerne la progettazione delle strutture di calcestruzzo e acciaio, la nuova versione degli Eurocodici 2 e 3 versione En andrà a sostituire le vecchie versioni Env, a tutt’oggi l’unico esempio di recepimento degli Eurocodici nel quadro legislativo nazionale (decreto 9 gennaio 1996), quale possibile riferimento per il calcolo, l’esecuzione e il collaudo di tali strutture. Spetterà ovviamente alle Autorità competenti stabilire tempi e modalità di passaggio dalla versione Env alla futura En. Con particolare riferimento all’Eurocodice 8, il documento rappresenta l'evoluzione della precedente versione sperimentale (Env), sulla base delle relative esperienze applicative. Ad esso è esplicitamente ispirato, così come riportato nella relazione introduttiva, il nuovo ordinamento legislativo italiano in materia di costruzioni in zona sismica (Ordinanza presidenza Consiglio ministri 20 marzo 2003), caratterizzato dall'abbandono del carattere convenzionale e puramente prescrittivo della normativa tradizionale a favore di una impostazione esplicitamente prestazionale, propria delle norme di nuova generazione, nella quale gli obiettivi della progettazione sono dichiarati e i metodi utilizzati allo scopo (procedure di analisi strutturale e di dimensionamento degli elementi) sono singolarmente giustificati.
Fonte: Uni

 

 

 

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